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venerdì 9 ottobre 2015






Ho sempre pensato che sono gli 'invisibili' a cambiare, veramente, 
un mondo...

...quelli che non appaiano ma ci sono...

...quelli che interagiscono nella quiete, edificante, 
delle loro parole...

...quelli che, senza proclama o bacheche, arrivano al cuore 
con gesti pregni di semplice quotidianità. 


Il resto è solo rumore: stride l'eco di un 'ritorno' ." 

(Antonio Belsito)

(Copyright2015)

giovedì 16 luglio 2015








"Credo che già incontrarsi sia tenersi

Se non ci si tiene, 

significa che non ci si è mai incontrati.

(Antonio Belsito)

(Copyright2015)

domenica 27 aprile 2014

Parole ed Emozioni di Antonio Belsito





Mi piace parlare con gli altri perché siamo tutti figli di un'esistenza. 
Se ci parliamo, forse, ci capiamo. 
Parole ed emozioni.

Accendo la televisione.
Leggo anche.
Solite notizie: fame, guerra, disoccupazione, bisogno, sfruttamento, violenze, potenti e deboli.
S'inverte il senso della vita; più che dignità, è un susseguirsi di soprusi. 
Non si riconoscono le emozioni. 

Allora, alzo il capo e sospiro. 

Ma cosa ci diciamo?


(Copyright 2014)

martedì 1 aprile 2014

Senza se e senza ma.. di Antonio Belsito






Rimanere in grembo abbracciati a se stessi; 
la placenta che protegge, aderendo più di ogni altra pelle, 
il liquido amniotico che culla 
e il cordone ombelicale che alimenta 
senza nulla pretendere.
Fluttuare nel muto ventre 
mentre il cuoricino, gli occhietti, le manine e i piedini 
si conoscono 
e le orecchie ne accompagnano la parola.

Sommersi nel bene più bene che ci sia.
La vita così com'è. 
Senza se e senza ma.
(Dipinto di Terenzio Caterina - Copyright 2014)

martedì 5 novembre 2013

Insieme/Verità di Antonio Belsito




"...perché non è quello che noi diamo a noi stessi ma quello che noi diamo agli altri a renderci immortali...quella verità di proporsi per costruire e non per mascherare...quella verità che è ciò che noi possiamo dare agli altri e gli altri possono dare a noi...

Insieme. " 

(Foto: http://instagram.com/antoniobelsito - Copyright 2013)

mercoledì 11 settembre 2013

Hic Est . . di Antonio Belsito


E’ una folata di vento quella che cerchi convinto..

..questo non è il momento.

Ti sfiora, ne senti la carezza

ma è solo semplice ebbrezza.

Non devi cercare nel vento

perché muove solo le acque,

le nuvole e qualche capello.

Non devi cercare nel vento

perché porta via solo delle foglie,

dei cappelli e delle pagine di giornale:

“questa si che è una notizia sensazionale!!”.

Ancora stai cercando nel vento

senza accorgerti del fugace momento..

..è tutto circostanza,

un melodico divenire di contingenza..

..è tutto in quella frazione

che diviene sensazione.

E’ questa l’emozione?

Sento il ruggito del leone,

dicono che stia lì in gabbia

come un solone.

Vedo un asinello trascinarsi,

dicono che accompagni il padrone

che è un ingombrante omone.

Vedo un cervo fuggire

come fosse una gazzella,

dicono sia preda di un cacciatore

che lo rincorre da ore.

E’ una folata di vento quella che cerchi convinto..

..questo non è il momento.

Ti sfiora, ne senti la carezza

ma è solo semplice ebbrezza.

Non devi cercare nel vento

perché muove solo le acque,

le nuvole e qualche capello.

Non devi cercare nel vento

perché porta via solo delle foglie,

dei cappelli e delle pagine di giornale:

“questa si che è una notizia sensazionale!!”.

Ancora stai cercando nel vento

senza accorgerti del fugace momento..

..è tutto circostanza,

un melodico divenire di contingenza..

..è tutto in quella frazione

che diviene sensazione.

E’ questa l’emozione?

Vedo un libro bruciare

perché è necessario per riscaldare

ma vedo anche un libro dorato da incorniciare.

Vedo l’ardore e l’ardire

che rincorrono il sentore e il non sentire.

Vedo una bambola strapazzata

come fosse un’anima dannata

e vedo, anche, la fame condannata

perché è l’affamato che l’ha danneggiata.

Vedo, ancora, una bandiera parcheggiata

nel sottoscala.. dicono vada sfatata.

Sembra ci siano, ancora, dei cervelli..

..dicono: “necessitano di briglie!!”.

 E’ una folata di vento quella che cerchi convinto..

..questo non è il momento.

Ti sfiora, ne senti la carezza

ma è solo semplice ebbrezza.

Non devi cercare nel vento

perché muove solo le acque,

le nuvole e qualche capello.

Non devi cercare nel vento

perché porta via solo delle foglie,

dei cappelli e delle pagine di giornale:

“questa si che è una notizia sensazionale!!”.

Ancora stai cercando nel vento

senza accorgerti del fugace momento..

..è tutto circostanza,

un melodico divenire di contingenza..

..è tutto in quella frazione

che diviene sensazione.

E’ questa l’emozione?

Vedo la retorica

suonata da una stonata fisarmonica

e la dialettica che diviene sempre più sterile

e “asettica”.

Guardo e scorgo una bilancia

che sembra abbia perso la pazienza:

-          Domanda: “peso?”

-          Risposta: “No..è meglio senza!”.

Vedo un esercito schierato,

dicono sia la pace..

..scorgo, anche, una gallina

che dicono vada difesa perchè pesa:

”è la gallina dalle uovo d’oro!!”.


Io mi sento più solo.
 (Copyright2016)

venerdì 22 marzo 2013

19"72 . . di Antonio Belsito



Era un giorno come tanti; fuori, il sole era alto e il cielo brillava d’azzurro.
Pietro mi aspettava in aeroporto ma non perché lo conoscessi, bensì perché si era reso disponibile al fine di partecipare a un incontro afferente lo sport sano.

Ne riconobbi subito l’immagine sfilata, ossuta.
Avevo visto la sua figura solo attraverso i media, in quello scatto da campione che segnò la storia dei suoi passi e l’orgoglio dell’Italia; avevo ritrovato, tempo dopo, il suo volto maturo in alcuni articoli di giornale afferenti la fondazione dallo stesso costituita al fine di promuovere e tutelare la cultura.
Si, cultura.
Era proprio la cultura dell’esistenza che ne rendeva l’eleganza.

Alzai la mano e lo chiamai - “Pietro”; era a pochi passi da me, fuori dall'aeroporto, era lui.. “la freccia del sud”.
Mi sorrise, alzò la mano come fosse un compagno di scuola e mi raggiunse.
“Ciao, Antonio” - mi disse - “oggi è caldo ma è un bel giorno perché c’è il sole”.
Sembrava conoscermi da sempre.

La sua semplicità era disarmante come il chiarore del sole; ero con un olimpionico campione, ero con un simbolo dello sport, ero con un valore di nome Pietro Mennea.
Me ne accorsi, ancor più, in macchina; lungo la strada, la mia curiosità ne orientò i racconti e la sua voce tornò a quell'impresa sportiva che era divenuta record mondiale (19"72).
Mi disse che non bastavano i muscoli ma necessitava anche il cuore perché ogni scatto era un connubio di emozioni e forza; più sono le emozioni e più s’intensifica la forza di raggiungere il traguardo perché quel traguardo è sudore e lacrime.
Sudore e lacrime hanno il sapore della conquista; si, conquista, proprio così, la conquista di quell'anima che rende autentica l’umanità quale palpito per se stessi e per il prossimo.

Mi disse: “vedi, lo sport è come il sole, bisogna lasciarlo brillare dentro, apprezzandone la luce. Si, lo sport riscalda l’anima, lo sport aggrega”.
Afferrai quella frase per ricordarla, per custodirla nel mio silenzio.

Oggi, Pietro Mennea è in quell'anima riscaldata dal sole.

Quando volge il tramonto, il sole brilla meno ma ciò non significa che scompare perché c’è la luna che può cullare il ricordo del sole.

GRAZIE PIETRO.

(Copyright 2013)

mercoledì 19 dicembre 2012

"FAVOLE" di Antonio Belsito



“Che bella questa favola” - disse Irina.
“Ma.. è una semplice favola” - rispose Verdiana.
“Mi basta” - affermò Irina.
“Bè, se lo dici tu..a me potrebbe non bastare” - sostenne Verdiana.
“Forse, pensandoci, anche a me potrebbe non bastare” - disse Irina, quasi sorridendo.
“Vedi..allora non sei così sicura..in fondo, anche per te è una semplice favola” - sostenne Verdiana.
“Eh!” - esclamò Irina – “certo che è una semplice favola..”.
“Lo sapevo” - disse Verdiana.
“Dici?” - Chiese Irina.
“Certo!!” - Rispose Verdiana.
“Eppure..” - sussurrò Irina.
“Eppure??” - Chiese Verdiana.
“Eppure..è proprio perché è una semplice favola che non mi basta” – affermò Irina – “ne vorrei tante di semplici favole..”.
Irina sembrava aver perso lo sguardo nel vuoto, mentre Verdiana osservava quasi preoccupata.
“Vedi” - continuò Irina – “è quando manca quella semplice favola che la vita sembra cambiar colore, come se perdesse la tenerezza di quelle pagine incantate”. 



(copyright 2012)