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venerdì 14 febbraio 2014

C R E S C E R E . . di Antonio Belsito




Lascia esplodere tutto ciò che custodisci nel cuore perché il cuore deve spappolarsi di vita. 
Non temere l'inganno e la fragilità perché t'insegnano le lacrime dell'umanità.
Non temere la diffidenza e l'indifferenza perché, un giorno, ti ri-conosceranno.
Alza gli occhi e punta dritto lo sguardo perché capirai quant'e' grande il mondo e quanto piccolo sei tu.
Ma non sei solo.
Rinverrai altri occhi come i tuoi e il tuo sguardo sarà negli altri sguardi.
Saranno parole.
Dire ciò che si sente e' identità perché la parola e' libertà di essere o non essere cuore, di essere o non essere mente.
Apri la tua mente e lasciala esprimere perché significa che non hai nulla da temere, bensì da dire per interagire. 
E' nell'interazione l'accrescimento.
Non preoccuparti se sia un bene o un male: si può patire uno "schiaffo girati di spalle" ma si può, anche, sentire la carezza di un abbraccio.
Di abbracci e di baci sentine il bisogno; il bacio e l'abbraccio sono la "misura" del tuo affetto. 
Dona il tuo affetto a chi ti dona il suo tempo per accudire il tuo.
Preoccupati di ciò che è giusto e di ciò che è ingiusto.
L'ingiustizia t'insegna la necessità di giustizia. 
La giustizia e' quella bilancia, segnata dai pesi, utile per trovare una "misura", seppur la "misura" deve essere in ognuno di noi.
Il Noi è un divenire dell'Io. Il Noi deve essere una fusione rispettosa dell'Io perché è troppo facile per il Noi condizionare l'Io o per l'Io accaparrarsi il Noi.
Intanto, afferra il tempo, rincorrilo, inseguilo, coglilo, perché è il tuo vissuto .
Il vissuto ti accompagnerà. 
Accoglilo senza rimorsi e senza rimpianti; non temerlo, non rinnegarlo, perché sarà crescita e comprensione. 
Comprenderai che si può esser felici e si può esser tristi. 
Non temere la tristezza perché la tristezza insegna la felicita'. 
La tristezza e' il coraggio della felicita'. 
E' un coraggio che nasce con noi; non si vede e non si sente ma c'è. 
Infatti, ogniqualvolta piangiamo, ci asciughiamo le lacrime e ricominciamo.

(Copyright 2014 - In foto: A. Belsito da bambino)

venerdì 15 novembre 2013

Si muore.. di Antonio Belsito



Non sapevo si potesse morire più volte. 
Si, più volte. 
Non si resuscita ma si muore mentre si vive.
Non sapevo si potesse morire, vivendo.
Eppure..si muore.
Si muore perché vogliamo morire..si muore perché ci fanno morire. 
Si muore perché non siamo capiti e non si capisce.
Si muore perché si sprofonda nell'ambiguo . 
Si muore perché non si comprende ciò che è più facile comprendere: siamo uomini, siamo finiti, siamo mortali.
Si muore perché non si accetta di essere fallaci ma si muore anche perché non si è accettati come fallaci.
Si muore perché ci si ritrova soli senza capire perché gli altri sono in compagnia o perché le compagnie non sono sole.
Si muore.
Si muore perché ciò che si è lo si nasconde in casa.
Si muore per timidezza.
Si muore e non si sa di morire mentre si sta morendo.
Si muore perché si pensa di essere cugini, nipoti, zii,nonni,genitori e figli; si muore perché si da troppo per scontato.
Si muore perché si pensa di essere medico, sciacquino o avvocato.
Muore anche il malato.
Si muore perché si crede quando non bisogna credere o non si crede quando bisogna credere. 
Si muore in un bicchiere d'acqua.
Si muore perché la luna non compare o perché una stella cadente non mente.
Si muore in una marea o nella quiete del mare.
Si muore.
Si muore coppia o si muore individui.
Si muore soffocati dai baci o dagli abbracci e si muore anche perché quei baci o quegli abbracci sono ma non ci sono.
Si muore in una stretta di mano.
Si muore perché pensiamo.
Si muore e non ci riconosciamo.
Si muore come passeri sui fili o come aquiloni legati nell'aria.




(In Video:Antonio Belsito,Aldo Tomaino,Domenico D'Agostino e Marco Calimeri - Copyright 2013)

martedì 5 novembre 2013

Insieme/Verità di Antonio Belsito




"...perché non è quello che noi diamo a noi stessi ma quello che noi diamo agli altri a renderci immortali...quella verità di proporsi per costruire e non per mascherare...quella verità che è ciò che noi possiamo dare agli altri e gli altri possono dare a noi...

Insieme. " 

(Foto: http://instagram.com/antoniobelsito - Copyright 2013)

lunedì 31 dicembre 2012

L’ANNO CHE VERRA’ . . di Antonio Belsito




A Rita Levi Montalcini


Ha insegnato che si può restare soli

ma che proprio nella solitudine

si può trovare il seme della speranza.

Ha insegnato che la speranza

non è una semplice meta,

bensì un traguardo

perché proprio sperando

ha scoperto il germoglio della vita.

Ha insegnato che la vita

non è una parola,

bensì un vissuto di emozioni

e che le parole servono per aggregare sentimenti.

Ha insegnato che,

anche quando il corpo non è una corazza,

è la mente la forza

e l’anima ne diviene una risorsa.

Ha insegnato che la sostanza

non è l’apparenza,

bensì il palpito silente di cuori

perché non sono né i titoli e né gli onori

a difendere gli umani amori.

Ha insegnato che l’umile e qualificato contributo di ognuno

non esclude nessuno

perché potrebbe essere in ognuno

il nessuno.

Ha insegnato che bisogna volere

per "voler poter"

e che non basta un sistema

per spegnere la tenacia del dovere.

Ha insegnato che è nella quiete

la sete di scoprire il mondo

perché è solo conoscendo fino in fondo

che si può agire sapendo.

Ha insegnato che è nel silenzio

l’essenza di tendere la mano

perché amare non significa ostentare.

Ha insegnato che la storia è un ricordare

per migliorare

e che bisogna sempre guardare in avanti

per  “edificare”.

Ha insegnato che non bisogna temere i giovani

perché sono come stelle nelle sere,

luci vere.

Ha insegnato che è nella verità

la melodia della serenità.

Ha insegnato che non credere in un Dio

non significa non credere in un uomo

perché salvare/aiutare è già pregare.

Ha insegnato che è nella difficoltà

il coraggio di osare

perché perseverare significa non vanificare.

Ha insegnato che politica significa curare/donare,

proprio come nella ricerca scientifica,

perché, diversamente,

significherebbe non "trovare".

Ha insegnato l’orgoglio di stare in una stanza

per sfuggire al male senza mollare

perché resistere significa esistere

senza negare di essere.

Ha insegnato che non importa

essere piccoli o grandi,

forti o deboli,

ricchi o poveri,

ma importa che il cuore e la mente

sappiano vedere.

Ha insegnato che

seppur il tempo sembra "correre"

bisogna rincorrere

perché proprio quando finirà,

sarà.

Ha insegnato che ora non è come allora

e che domani non è ora.

Ha insegnato che la vita non è una chimera.


BUON ANNO.

(Copyright 2012)

martedì 24 luglio 2012

"PAROLE.. PAROLE.. PAROLE.." di Antonio Belsito





La parola è la voce dell'umanità, la luce del confronto, la speranza dell'evoluzione..

La parola è un segno tangibile della ragione umana e un segno incontrovertibile della civiltà..

Parlare significa riconoscersi uomo tra gli uomini, veicolando il proprio essere per crescere nell'insieme delle parole, diverse, differenti, degli altri; crescere nelle parole significa ascoltarsi e ascoltarle, comprendersi e comprenderle, viversi e viverle..

La parola vissuta è una parola sentita, ragionata, metabolizzata..una parola argomentata..

La parola siamo noi, il nostro vissuto, la nostra esperienza..

..la parola sono gli altri, altri vissuti, altre esperienze..

La parola è la vita di altre vite......

..è il mondo.


La parola è la luce che rende la vita del buio: nel buio è difficile vedere e vedersi, nel buio è difficile riconoscere e riconoscersi, nel buio è difficile accorgersi degli altri, di noi, del mondo..eppure ci siamo noi, ci sono gli altri, c'è un mondo..che solo la luce, illuminando, scopre.

Custodiamo la luce della parola per sentirci parte del mondo, parte degli altri..per descrivere i colori della quotidianità, disegnandola..per scoprire i "tratti" del prossimo..per amare sé stessi..perché la parola è l'insegnamento che un mondo senza parola sarebbe un mondo buio..e nel buio la vita scorre incolore, senza vedere e senza vedersi..senza amare e senza amarsi..senza vivere e senza viversi..

     
                (Copyright 2012)