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martedì 21 gennaio 2014

LA "GRANDE BELLEZZA" di Antonio Belsito

E’ sera. La luna vi si specchia.
Il cielo lo veste di blu scuro.
Le stelle ne rendono il luccichio.
E’ mare quieto. Musica e colore.
Il bagnasciuga rende l’abbraccio della terra.
Il tempo suona la fanfara della vita”.
(Antonio Belsito)

  
Scrissi queste poche righe, dopo aver letto il titolo di un film “La grande bellezza” (che vidi) – Regia: Paolo Sorrentino.
La bellezza in sé può esprimere un concetto finito ma preceduta dall’aggettivo “grande” diventa quell’infinito che è rinvenibile nel mare di stelle e di luna.
E’ questo mare che da il senso dell’eternità, proprio come la locuzione “Grande Bellezza”.
Il mare vive, si fa sentire o rimane silente.
Il mare accoglie ospitale o accoglie con l’inganno.
Il mare sostiene o lascia sprofondare.
Il mare è grande.
La sua grandezza sta nell’essere lo specchio della volta celeste: tuffarsi in mare è come tuffarsi in quel cielo sconfinato che è l’universo.
Si rischia d’impazzire e non si riesce a pensare.
E’ solo nuotando che si ha contezza.
In quel mare di quiete lunare succede, però, che i pesci debbano sopravvivere, le navi possano affondare, le persone possano naufragare.
Eppure, è un mare da cartolina, da scatto fotografico, da tavolozza.
E’ un mare che ricorda la Roma imperiale, col suo strascico d’imponenza e d’eleganza che, oggi, la rende monumentale.
Quella Roma così grande e così antica che nella sua bellezza diviene una bufera di poetico disinganno.
Torna l’uomo che si perde nel luccichio del fascino istintivo, così strisciando su allori immeritati ma compare anche l’uomo che si sofferma su quel marmo di emozioni lavorato dalla sapiente mano dell’anima luminosa.
E’ il miracolo della vita e il bagliore dell’esistenza.
E’ in quel mare infinito che si circoscrive il finito, nonostante le stelle e la luna; è in quella Roma eterna di bellezza che si frantuma l’infinito dell’onnipotenza.
E’ il delirio dell’uomo che diviene consapevole ed è il sorriso dell’uomo già consapevole.
Basta saper osservare e apprezzare per scoprire e riscoprire.
Si, per trovare.

Bene.


L A  G R A N D E  B E L L E Z Z A .   

(Copyright 2014)

lunedì 23 luglio 2012

19.07.1992 – 19.07.2012 di Antonio Belsito



Ebbene si, oggi è giorno di memoria..non solo perché si ricorda un Uomo ma, soprattutto, perché se ne sente pulsare ancora il Cuore (e non un cuore).....
Un Uomo tra tanti, un Uomo tra uomini, un Uomo sospeso tra la bontà di un sospiro e il sospiro di un "sistema".....
Un Uomo che ha ritrovato il suo stesso palpito – autentico e fecondo – in un altro Uomo, sentendone l'abbraccio fraterno che è divenuto compiutezza professionale.....
Erano due Uomini, sono due Uomini e saranno due Uomini.. stavano affrontando un "sistema".. ma sono rimasti in Due.....
La bontà del loro sospiro, quale unicum di Anime diverse ma con lo stesso Cuore, si è dissolta nel sospiro di altri uomini "sistemati" come pedine sulla scacchiera.. le mosse, nel gioco degli scacchi, sono imposte dalla dinamica di gioco e l'azione si svolge sempre nel perimetro della predetta scacchiera.....
Eppure le due gambe di Paolo, unitamente alle due gambe di Giovanni, stavano aprendo un percorso democratico.. un percorso che sarebbe divenuto uno "scacco matto" desueto/innovativo, superiore al solito "scacco matto di facciata".. un percorso diverso da quello imposto dalle dinamiche di scacchiera.. un percorso chiamato Repubblica Democratica.....
Quelle quattro gambe, sostenute da due Cuori, stavano correndo verso l'orizzonte della libertà/verità.. ogni verità è libertà e ogni libertà è verità.....
In uno Stato, forse, governato dal popolo e in cui la "cosa pubblica" dovrebbe essere gestita nell'interesse del popolo, non si possono nascondere verità e non può mancare la libertà.....
Quelle quattro gambe e quei due Cuori rincorrevano delle verità e – proprio nella loro autenticità – inseguivano il sogno della libertà.....
Paolo e Giovanni, prima di conseguire la laurea, avevano indossato il grembiulino delle scuole.. quel grembiulino che insegna: l'uomo è tale nel rigore della civiltà quale vivere disciplinato.....
La disciplina non è l'imposta dinamica di gioco, bensì l'accorato senso degli altri e dell'oltre.....
Quelle Due gambe correvano verso gli altri, consci dell'oltre, perché è negli altri il senso di una comunità, di un'aggregazione, dello Stato..ma gli altri, forse, sono divenuti l'oltre.....
Paolo e Giovanni non si sentivano eroi, non volevano essere eroi, non erano degli eroi..erano Uomini con un Cuore di "Carne Vera" però......
Paolo e Giovanni erano quattro gambe tra tante gambe, quattro occhi tra tanti occhi, quattro orecchie tra tante orecchie..erano due Uomini con l'Anima.. quella stessa Anima che non nascondeva - neanche dinanzi ai media - preoccupazioni e timori, sentimenti ed emozioni, sorrisi e facce cupe.. perchè Paolo e Giovanni erano Uomini, semplicemente, Uomini.....
Eppure gli altri uomini sono rimasti scacchi, relegati sul fondo di una scacchiera consumata dalle mosse, incisa dall'intensa avidità di sentirsi "giocatore" e dalla voglia di… continuare a esser scacchi.....
PAOLO BORSELLINO E GIOVANNI FALCONE erano due UOMINI.. solo due UOMINI.....





GRAZIE PAOLO.





GRAZIE GIOVANNI.






                        (Copyright 2012)