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martedì 19 luglio 2016

Cieli di spensieratezza di Antonio Belsito


Si aprono cieli di spensieratezza

in un universo ove non manca la tristezza


e s'illuminano volti 

come fossero stelle

si accendono occhi 

mentre brillano comete

tra le più belle

è l'incanto della fanciullezza

di quella genuina giovinezza

in cui al mondo si da il proprio nome

al sole si lascia l'incanto

la luna diventa pavimento 

e si tende la mano 

o basta un solo dito 

per disegnare l'infinito.

E' sono corse abbracciati al vento

mentre i capelli volano in silenzio

e le ginocchia si sbucciano 

ridendo

e il cuore si dona

si butta

si tuffa

salta

affanna

si nasconde 

e ritorna sudato di felicità 

perché lo sguardo rivolto al cielo

diventa il sogno più bello

d'ingenuità 

e inciampare

è solo un gioco 

come l'alternarsi 

del giorno e della notte

del caldo e del freddo

dell'azzurro e del grigio

così si nuota nella tempesta più bella

si supera l'uragano più intenso

si accarezza il deserto 

si vola come gabbiano

cadiamo e ci rialziamo

perché la paura più grande

è chiudere gli occhi

e non sognare.


(Copyright2016)


venerdì 12 febbraio 2016

Ai Nonni . . . di Antonio Belsito



"E, ora, ti racconto di quegli anni

piccolino

e, ora, ti dico di momenti

mentre a gattoni

con gorgoglii di parole

donavi gli occhi

ed era splendore 

perché quello è il tempo

in cui con un solo dito

si disegna l'universo

e si diventa infinito."
(Copyright2016)

lunedì 14 dicembre 2015

Amore sotto il cielo...e sopra l'orizzonte... di Antonio Belsito


"Lo sai che il cielo si dipinge di blu


mentre noi dormiamo

e c'è anche chi non riesce più

e cade un petalo di rosa 

mentre l'alba risveglia l'orizzonte 

e d'un tratto si assopisce anche il sole

e una foglia plana senza alcun dolore

mentre noi ci abbracciamo d'infinito

un alito di vento spazza ciò che è finito

e non rimangono neanche le orme 

ché, a volte, anche le nuvole sono sorde 

e più mi stringi la mano 

e più ti dico ti amo 

nasce un bocciolo su un ramo 

mentre la neve imbianca 

e noi ci guardiamo." 
(Copyright2016)

sabato 1 agosto 2015

TI AMO di Antonio Belsito

"Ti amo
come foglia adagiata
sulla mano
come respiro
sussurrato
ti amo
ansimando il tuo nome
come vento d'estate
ti amo
mentre m'imbatto in te
come mareggiate
ti amo
in un incedere di voglie
dannate
come il tuo corpo
che è sempre più il mio vate
ti amo
nella dolcezza più volgare
in un bacio appiccicato
nell'infinito di un istante
ti amo
in ogni vocale
e in ogni consonante.

T I  A M O ."


(Copyright 2015)

lunedì 6 aprile 2015

Occhi . . . di Antonio Belsito




"Gli occhi 


come il cielo 

sul mare

a risplendere

d'infinito 

in un abbraccio

d'essenza intensa

come arcobaleno

sul grigio

a richiamar la vita

in uno sguardo."

(Copyright2015)

martedì 21 gennaio 2014

LA "GRANDE BELLEZZA" di Antonio Belsito

E’ sera. La luna vi si specchia.
Il cielo lo veste di blu scuro.
Le stelle ne rendono il luccichio.
E’ mare quieto. Musica e colore.
Il bagnasciuga rende l’abbraccio della terra.
Il tempo suona la fanfara della vita”.
(Antonio Belsito)

  
Scrissi queste poche righe, dopo aver letto il titolo di un film “La grande bellezza” (che vidi) – Regia: Paolo Sorrentino.
La bellezza in sé può esprimere un concetto finito ma preceduta dall’aggettivo “grande” diventa quell’infinito che è rinvenibile nel mare di stelle e di luna.
E’ questo mare che da il senso dell’eternità, proprio come la locuzione “Grande Bellezza”.
Il mare vive, si fa sentire o rimane silente.
Il mare accoglie ospitale o accoglie con l’inganno.
Il mare sostiene o lascia sprofondare.
Il mare è grande.
La sua grandezza sta nell’essere lo specchio della volta celeste: tuffarsi in mare è come tuffarsi in quel cielo sconfinato che è l’universo.
Si rischia d’impazzire e non si riesce a pensare.
E’ solo nuotando che si ha contezza.
In quel mare di quiete lunare succede, però, che i pesci debbano sopravvivere, le navi possano affondare, le persone possano naufragare.
Eppure, è un mare da cartolina, da scatto fotografico, da tavolozza.
E’ un mare che ricorda la Roma imperiale, col suo strascico d’imponenza e d’eleganza che, oggi, la rende monumentale.
Quella Roma così grande e così antica che nella sua bellezza diviene una bufera di poetico disinganno.
Torna l’uomo che si perde nel luccichio del fascino istintivo, così strisciando su allori immeritati ma compare anche l’uomo che si sofferma su quel marmo di emozioni lavorato dalla sapiente mano dell’anima luminosa.
E’ il miracolo della vita e il bagliore dell’esistenza.
E’ in quel mare infinito che si circoscrive il finito, nonostante le stelle e la luna; è in quella Roma eterna di bellezza che si frantuma l’infinito dell’onnipotenza.
E’ il delirio dell’uomo che diviene consapevole ed è il sorriso dell’uomo già consapevole.
Basta saper osservare e apprezzare per scoprire e riscoprire.
Si, per trovare.

Bene.


L A  G R A N D E  B E L L E Z Z A .   

(Copyright 2014)