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lunedì 14 dicembre 2015

Amore sotto il cielo...e sopra l'orizzonte... di Antonio Belsito


"Lo sai che il cielo si dipinge di blu


mentre noi dormiamo

e c'è anche chi non riesce più

e cade un petalo di rosa 

mentre l'alba risveglia l'orizzonte 

e d'un tratto si assopisce anche il sole

e una foglia plana senza alcun dolore

mentre noi ci abbracciamo d'infinito

un alito di vento spazza ciò che è finito

e non rimangono neanche le orme 

ché, a volte, anche le nuvole sono sorde 

e più mi stringi la mano 

e più ti dico ti amo 

nasce un bocciolo su un ramo 

mentre la neve imbianca 

e noi ci guardiamo." 
(Copyright2016)

martedì 21 gennaio 2014

LA "GRANDE BELLEZZA" di Antonio Belsito

E’ sera. La luna vi si specchia.
Il cielo lo veste di blu scuro.
Le stelle ne rendono il luccichio.
E’ mare quieto. Musica e colore.
Il bagnasciuga rende l’abbraccio della terra.
Il tempo suona la fanfara della vita”.
(Antonio Belsito)

  
Scrissi queste poche righe, dopo aver letto il titolo di un film “La grande bellezza” (che vidi) – Regia: Paolo Sorrentino.
La bellezza in sé può esprimere un concetto finito ma preceduta dall’aggettivo “grande” diventa quell’infinito che è rinvenibile nel mare di stelle e di luna.
E’ questo mare che da il senso dell’eternità, proprio come la locuzione “Grande Bellezza”.
Il mare vive, si fa sentire o rimane silente.
Il mare accoglie ospitale o accoglie con l’inganno.
Il mare sostiene o lascia sprofondare.
Il mare è grande.
La sua grandezza sta nell’essere lo specchio della volta celeste: tuffarsi in mare è come tuffarsi in quel cielo sconfinato che è l’universo.
Si rischia d’impazzire e non si riesce a pensare.
E’ solo nuotando che si ha contezza.
In quel mare di quiete lunare succede, però, che i pesci debbano sopravvivere, le navi possano affondare, le persone possano naufragare.
Eppure, è un mare da cartolina, da scatto fotografico, da tavolozza.
E’ un mare che ricorda la Roma imperiale, col suo strascico d’imponenza e d’eleganza che, oggi, la rende monumentale.
Quella Roma così grande e così antica che nella sua bellezza diviene una bufera di poetico disinganno.
Torna l’uomo che si perde nel luccichio del fascino istintivo, così strisciando su allori immeritati ma compare anche l’uomo che si sofferma su quel marmo di emozioni lavorato dalla sapiente mano dell’anima luminosa.
E’ il miracolo della vita e il bagliore dell’esistenza.
E’ in quel mare infinito che si circoscrive il finito, nonostante le stelle e la luna; è in quella Roma eterna di bellezza che si frantuma l’infinito dell’onnipotenza.
E’ il delirio dell’uomo che diviene consapevole ed è il sorriso dell’uomo già consapevole.
Basta saper osservare e apprezzare per scoprire e riscoprire.
Si, per trovare.

Bene.


L A  G R A N D E  B E L L E Z Z A .   

(Copyright 2014)