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venerdì 10 febbraio 2017

Orquesta de Reciclados Cateura: la spazzatura che insegna l’AMORE di Antonio Belsito


Li avete guardati negli occhi?

Hanno colorato qualunque posto - ove si sono esibiti - di spontaneità, semplicità, verità.

Giovani che nascono nella spazzatura e fanno della spazzatura il più bel luogo.

Proprio così.

Perché si nasce nella spazzatura senza scegliere e ci si trova senza volerlo.

Quella spazzatura è l’emblema di un mondo in perenne conflitto che, nonostante guerre e genocidi, ancora discrimina.
Si discrimina, anche, tra stessi connazionali.
Si discrimina perché ci deve essere chi comanda e chi patisce.
Perché l’uomo è avido e non si sazia mai di sentirsi in potere di soggiogare altri uomini.

Quant'è bello decidere della vita degli altri?

Ci si sente degli dei e si comanda il mondo, creando il bisogno.
Se non si induce al bisogno, se si risolve il bisogno, nessuno può comandare nessuno.
E il comando, in questa società, rende taluni uomini più uomini che senza comando non sarebbero nulla e niente.

La spazzatura.

E proprio la spazzatura è l’inizio di quel risorgimento che per molti è rimasto solo un argomento da sfogliare  sui libri di scuola.

Avete sentito l’umanità dei suoni emessi dagli strumenti creati con la spazzatura?
Avete visto l’intensità degli occhi che rendono arcobaleno la spazzatura?
Avete visto la spazzatura?

Loro, questi ragazzi, questi UOMINI, queste perle, hanno reso una discarica il luogo migliore del mondo con il loro CUORE stravolgente, hanno trasformato la puzza (lezzo) in profumo, hanno fatto ballare finanche i topi, guidati dal maestro Favio Chavez, semplice tecnico ambientale e musicista.

Tubi, forchette, lastre, contenitori, buste, scarti…tutto ciò ha iniziato a prender vita, ad animarsi, in ragione dell’essere di questi UOMINI che hanno inteso suonare quella spazzatura, vista con gli occhi dell’AMORE.

Sessanta musicisti che hanno reso una discarica…paradiso.

Sessanta musicisti che sono stati accolti dall’UNICEF per le loro anime.

Sessanta musicisti che mantengono la loro comunità e le loro famiglie, convertendo la spazzatura in forza di vita e di vivere.

Sessanta musicisti che hanno detto “NO” ad una società americana - che voleva acquistare (dopo averne saggiato il successo efficace!) il brevetto della costruzione dei loro strumenti con la spazzatura - perché la spazzatura è anima e, ora, amore.

Avete visto più uomini accumulare spazzatura e rendere spazzatura la società o più uomini vivere nella spazzatura(perché costretti), rendendola il luogo più bello e sicuro ?

Questa è la spazzatura che insegna l’AMORE, quello vero però.

Rispetto.

E silenzio, ora.

E' l'orchestra che suona.






(Copyright2017)

domenica 26 giugno 2016

E S S E R C I . . . di Antonio Belsito

Che poi non è facile lasciarsi e ricongiungersi. Scappare e tornare. 
Esserci. Che poi sta tutto in un abbraccio...nella spontaneità più vera di un INSIEME. 

Insieme significa non divisi, insieme significa uniti ma non sommati. Non uno più uno ma l'uno con l'altro. Non siamo addendi da risultato ma siamo cuori da palpito, da sussulto, da fremito. E' quella sensazione che ci stringe il petto, che non ci fa dormire, che ci da magone, che ci ruba le parole.

Fermi: INSIEME.

E, allora, correre senza fermarsi mai con un verso e una direzione perché abbiamo bisogno di un verso e di una direzione, perché il verso e la direzione ci rendono più forti, più coraggiosi, più noi.
Non è una salita o una discesa o una strada sterrata a farci paura ma è percorrere quella salita, discesa o strada sterrata senza occhi.
"Ma hai due occhi pure troppo grandi" - mi dice , ridendo a crepapelle, Michele - "non ti bastano?". Certo che mi bastano i miei occhi ma non sono sufficienti per vedere tutto. Abbiamo bisogno dell'oltre i nostri occhi che sono anche gli altri...ma che poi - gli altri - diventano, spesso, uno slogan, una pubblicità, un marketing, come dire "il prossimo"! Ma non avanti il prossimo perché tu sei fuori...avanti il prossimo perché tu sei dentro con lui o con lei.

Essere dentro. Esserci.

Quanti di voi si sentono dentro?
Qualcuno ride, qualcun'altro sorride, qualcun'altro ancora mugugna, qualcun'altro ironizza.
"Dentro??? Ahhhhhhhhh!".
Dentro, sì.
Spesso, siamo fuori...


FUORIII!

E cerchiamo e non ci bastiamo e tremiamo e ci perdiamo e non ci riconosciamo e non sappiamo e poi non conosciamo e poi ancora che ci diciamo e saltiamo, scappiamo, ci arrabbiamoooooo!
Nooooo...non sbagliamo...sfoghiamo...e facciamo pure bene perché ci raccontiamo...perché se non raccontiamo a noi...a chi dovremmo raccontare? 

Esistiamo.

Scorriamo tra paure e beffe, tra coraggio e sincerità, tra amore e slealtà, tra tristezza e lealtà, tra odio e...e tanto altro che ci sbatte addosso , a volte, come pietre, altre, come sole. 

Arduo, difficile, impossibile.
Facile, agevole, possibile.

Non conta aggettivare. Conta camminare, rovistare su questa terra, cercare senza mai fermare il passo. Un passo dopo l'altro. Si alza la polvere ma si fanno pure i muscoli. I muscoli sì...conoscete i muscoli? Non solo quelli da body building o da karatè o da pugilato ma anche quelli stesi a guardare il cielo o sulla punta dei piedi a voler acchiappare la luna o tesi ad attendere.
"Che poi attendere...che senso ha?" - dice Anna. 
"E' tutto finito!" - afferma con spigolosa determinazione - "finito".
Nulla è mai finito finché riusciamo a gridare, a piangere, a battere i pugni, a sentire tachicardia, a sudare, a serrare i denti, a pensare, a ragionare.
"Hai ragione, forse..." - grida Luca - "...perché non si può rinunciare all'entusiasmo di essere e di esserci, al sapore della vita, all'incanto di ogni momento. Non si può rinunciare. Allora, bisogna correre come locomotive verso il poco che di bello accade, verso i pochi che di vero si incontrano, verso una meta che c'è, nonostante tutto. Bisogna cambiare verso e direzione...non siamo soli e anche se lo fossimo...soli si può ancora ballare...


(Copyright2016)

sabato 20 giugno 2015

N O T K I L L F O R F U N . . . di Antonio e Michele Belsito






‪#‎stopYuLinFestival‬ ‪#‎noviolence‬ ‪#‎respectworld‬ 

‪#‎sensibilizzazionesociale‬

#‎notkillforfun‬ ‪#‎humanitas‬ ‪#‎vita‬ ‪#‎esistenza‬ ‪#‎essereviventi‬

#‎cisipotrebbevolerebene‬ ‪#‎eppurenonèdifficileamarsi‬

#‎sipotrebbemigliorarevergognandosicondignità‬

(Copyright2015)

domenica 19 aprile 2015

Noi di Antonio Belsito


In fondo, siamo, semplicemente, un vuoto di carne e ossa 
che si riempie e si anima solo attraverso l'interazione più vera 
che è la condivisione più bella per un mondo "migliore" 
e
un'esistenza "migliore". 

Le sensibilità non possono 
e
non devono stare ai margini, 
bensì devono esondare e impegnare l'universo.


(Copyright2015)

giovedì 25 dicembre 2014

Amore e basta . . . di Antonio Belsito




"Ho voglia di urlare

al cuore
col cuore
che il mare
e il cielo
hanno solo un colore;
le ore,
come fossero un motore
(fatica, sudore),
coinvolgono, travolgono,
ricordano.
Volgo 
lo sguardo a terra
corro
coi piedi per terra
sento
che c'è la terra.
E' tutta una guerra
che distrae
contrae
ritrae
ma la vita...
(sì, la vita)
...scusa!
Perché proibita?
Esplodono emozioni
tellurici scossoni
tessuti, aorte, ventricoli:
questi sono i miracoli!
Sentire, guardare, 
capire,
toccare:
non scappare 
perché la terra ha bisogno
di chi sappia annaffiare 
senza fiatare
solo donare
amare.
Amore
non è amaro
non è raro
è un faro
caro
coro
di voci sovrapposte
giustapposte 
contrapposte
opposte.
Rimane l'eco
ma non basta
rimane l'eco
ma non gusta
rimane l'eco...
...è la parola giusta?
Amore e basta."

(Copyright2015)

mercoledì 25 luglio 2012

IL "GREMBIULINO" di Antonio Belsito



L'incipit della pedagogia - quale disciplina/attività tesa alla formazione di discenti/cittadini - è il "grembiulino" che s'indossa sin dai primi giorni di asilo nido fino alla conclusione delle scuole elementari; il "grembiulino" è l'emblema dell'ordine e della disciplina scolastica quali canoni di autentica civiltà...
Il "grembiulino" è il primo passo per abituare i fanciulli al rispetto delle regole quali bussole di sana e pacifica convivenza sociale: "rispettare se stessi per rispettare gli altri"...
E' proprio così che si apre lo scenario meraviglioso dell'istruzione quale percorso di vita necessario e, relativamente, obbligatorio al fine di divenire Uomini/Cittadini pregni delle conoscenze essenziali per disegnare il futuro sia proprio che della nazione di appartenenza...
Il "grembiulino" è candido così come tale è la voglia di interagire in luoghi diversi dal focolare domestico, con persone sconosciute ma che imparano a conoscere, anche attraverso lavagne colorate dalla polvere di gesso: "si, luoghi magici dove ognuno inizia a scoprire un mondo...se non il mondo"...
Così scorrono i giorni, quasi senza percepire il tempo, perché quei luoghi, prima sconosciuti, divengono sempre più i nostri luoghi dove il piacere di stare assieme diventa voglia di ascoltare, di parlare, di conoscere e dove anche le lacrime iniziano a brillare diversamente; inizia la consapevolezza di essere, la consapevolezza dell'essere, la consapevolezza degli altri...
Inizia la fase dell'apprendimento tra penne "cancellabili", matite (..anche colorate), gomme, quaderni (..con forme e geometrie, man mano, diverse), album da disegno, squadrette, compassi, e gessi, tanti gessi da poter colorare una vita...
E' scuola, quale istituzione finalizzata all'istruzione di ogni persona, alla formazione di un patrimonio umano/culturale indelebile detto "bagaglio culturale" perché, proprio come un bagaglio, accompagnerà lungo il viaggio della vita; è una valigia che segue l'eternità, piena di concetti, esperienze, modi di vivere e modi di essere, ricordi, emozioni e sensazioni, favole e mondi, brutti e belli...
Però, strada facendo, si sveste il "grembiulino" poiché comincia l'età della consapevolezza delle regole, di quelle regole che il "grembiulino" ha insegnato a custodire fin dal mattino quando, sistematicamente, s'indossava per raggiungere la scuola dell'infanzia e che, "con la consapevolezza delle stesse regole", non ha più ragione di essere poiché il "grembiulino" è già forma mentis...
Le regole, con l'avvento della consapevolezza, diventano "quasi ostacoli" da saltare per incontrare la fidanzatina o il fidanzatino lontani da scuola, per stare con gli amici tutto il pomeriggio, per divenire "malati immaginari" il giorno dell'interrogazione, ma si sa: "questa è la sorprendente adolescenza"...
Si, sorprendente perché la paura del buio e la contentezza della luce iniziano a germogliare negli animi, nei cuori, rendendoci attenti esploratori e degni osservatori...
Si, sorprendente perché scopriamo il valore dell'istruzione quale veicolo edificante per il nostro futuro; è proprio così, scopriamo che i gomiti poggiati sul banco sono la nostra forza, che la penna impugnata nella mano è la nostra speranza, che i testi con tutte "quelle pagine" sono il nostro avvenire e le regole, "quelle regole", ci entusiasmano...
E' la fase dello studio, del discernimento, delle vocazioni professionali; iniziamo a sognare e a sognarci vestiti da lavoratori...
Scopriamo che il "grembiulino" ha custodito il nostro avvenire: mestieri o professioni che siano...
Scopriamo che l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro...
Scopriamo che il lavoro contribuisce alla vita della nazione...
Scopriamo che il lavoro rende la dignità dell'uomo...
Scopriamo che il lavoro è la nostra vita...
Ma scopriamo, anche, che il lavoro e le dinamiche lavorative sono promosse e governate da altri uomini, uomini come noi, uomini come tutti che, a volte, dimenticano, forse, di aver indossato il "grembiulino"...

(Copyright 2012)