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domenica 12 ottobre 2014

Nulla è quiete... di Antonio Belsito





" Nulla è quiete

ché cadono anche le stelle

nel cielo che culla;

ché passa il sangue nelle vene

a flusso veloce

e non si sente rumore;

ché quando apri gli occhi

entri nella stanza del mondo

eppure i passi non si percepiscono;

ché quando pensi o 

quando ricordi o

quando sogni

s'aprono cassetti 

nel silenzio di giorni;

ché una lacrima bagna

come fosse onda

eppure sembra carezzare

come fosse 

brina."

(Copyright 2014)

martedì 22 luglio 2014

Lacrime di Antonio Belsito

Tutto comincia così.

Un urlo strenuo e un vagito rauco.
Un pianto, anzi, due pianti.
Poi, piangono tutti i presenti.
Una pancia, ancora ovale, e uno “scricciolo” sopra che affonda nella morbidezza materna.
Lacrime d’emozione anche per gli estranei.
Poi, ti ritrovi a piangere perché, mentre cammini a gattoni, vorresti alzarti, inerpicarti lungo una sedia, ma cadi.
Ancora cadi.
Piangi quando i tuoi ti dicono “chiudi gli occhi” – e tu non capisci – “apri gli occhi” e ti ritrovi davanti al primo giocattolo.
Diventa il primo amico, compagno di giochi.
Piangi quando rimani dai nonni o con la babysitter perché i genitori mancano e, allora, si cerca la loro presenza in quel giocattolo.
Là, ci sono i loro sguardi.

Piangi.

Piangi quando tornano, mentre corri “senza freno” verso la porta perché ne hai sentito, a malapena, le voci.
Non capisci perché ti ritrovi in una stanza con tanti altri bambini come te, seduti, mentre vesti un grembiule che ti costringe.

Piangi.

Senti urlare, per la prima volta, i tuoi e quelle urla non ti sanno come i sorrisi che hai conosciuto nel ricevere il giocattolo e piangi.
Poi, i tuoi cercano di spiegarti o di spiegarsi oppure non spiegano proprio e giunge una strana sensazione di stretta al cuore. 

Si piange.

Arrivano i libri, i compiti, si susseguono diari e penne, note e annotazioni.
Si “stecca” a qualche interrogazione, si litiga col compagno di banco, si corre verso casa perché a scuola ci si è sentiti un po’ soli.

Pianti.

Sono sguardi che inseguono rossori o rossori che colorano sguardi: “è quella della III E…mi piace da morire!!” – esclami nel seguirla senza farti accorgere.
A un tratto, lei si gira, tu ti mummifichi, lei si avvicina, tu cerchi di allontanarti ed è un bacio.
Non riesci neanche a guardarla negli occhi e corri fuori dalla scuola per allontanarti il più possibile.
Il cuore non vuole fermarsi, mentre pensi quanto sarà difficile - l’indomani - ritrovarne lo sguardo.
Comunque, cerchi il suo bacio, scorrendo con la mano sulla tua guancia e ti emozioni. 

Lacrime.

Lacrime, anche, quando un giorno di pioggia – uscendo da scuola – il papà del tuo compagno di banco ti dice “se fossi arrivato prima, ti avrei accompagnato a casa, ora sono pieno!” e tu – boccheggiando nella pioggia copiosa – cammini a testa bassa lungo il marciapiede, rasentando i muri.
Piangi perché vorresti raggiungere i tuoi amici al mare o vorresti che venissero loro a casa.
Sono foto, scritte alla lavagna, baci e abbracci: si è maturandi e si ha paura della felicità di diplomarsi.

Sono lacrime congiunte.

Ti fermi, apri la finestra, e il tuo sguardo si perde nel cielo azzurro.
Torni, stai per chiudere la finestra, e il tuo sguardo si perde tra stelle sorridenti.
Ti butti sul letto e sono occhi lucidi.

Piangi e quelle lacrime ti riempiono.


(Copyright 2014)

sabato 31 maggio 2014



"Non preoccuparti quando il sole cuoce 

desideri 

o quando la pioggia lava 

le speranze. 

Non temere il vento che spazza i ricordi 

o il tuono che illumina il buio. 

Non scappare, 

cercando di disperdere l'ombra. 

Fermatisentiti


Riconosciti.


Amati."

(Antonio Belsito)
Copyright 2014

lunedì 16 settembre 2013






E’ come un sogno a primavera
quando sopraggiunge la sera
e il sole ne risente
perché s’immerge nel mare
e saluta la gente.

I ricordi,
come foglia sull’acqua,
annaspano
e si addormentano.

(Antonio Belsito)


(Copyright 2013)

venerdì 10 agosto 2012

Le vedi le stelle? di Antonio Belsito

   


Le vedi le stelle?

Le stelle..
..vedo un oceano di lacrime brillare,
vedo una primavera di cuori pulsare,
vedo un’onda di umori arrivare,
sento un profumo di anime luccicare,
sento un vento di emozioni spirare,
sento l’ebbrezza del tempo passare,

sento la vita.

La luce e il buio..
..il bianco e il nero..
..il “chiaro” e lo “scuro”.

Accarezzo l’emozione dell’essere,
tra un sasso puntiforme e una nuvola colorata,
tra granelli di sabbia ambrata e una farfalla "dannata",
tra la gioia di un sorriso e le orme di un viso,
tra una carezza fatale e il gusto del sale,
tra una parola scandita e un urlo di vita.

Le stelle..
..le vedo volare
come un aquilone sul mare,
le vedo navigare
come anime
e salpare,
le vedo cingersi
come abbracci,
stringersi
come lacci..

..le stelle..
..le vedo cadere
e rialzarsi,
essere
e, poi, fermarsi..

..sono curiose le stelle..
..sono un segreto da custodire,
un pensiero da dire,
un motivo per "odiare"
e un altro per amare..

..le stelle sono angeli che illuminano il mare..



(Copyright 2012)