A certuni politici, magistrati, ecclesiastici, professionisti, professori, imprenditori, dirigenti, impiegati, cantori.. a certuni.. eccetera..
Dovremmo cominciare a vergognarci di più.
Dovremmo imparare a dispiacerci del male che facciamo.
Dovremmo iniziare a capire che di cattiveria non si vive..ma
si sopravvive.
Si, perché la sfacciataggine di apparire, simulando il bene,
è già vergogna, seppur impercettibile.
Che bello il senso di vergogna.
Se solo ci vergognassimo di più, forse, faremmo meno male.
Eppure, vergognarsi è difficile perché il male è quella
prepotente arroganza che ci rende troppo sicuri di essere bene e poco
consapevoli di essere meno bene.
Sguazziamo nella cattiveria perché è compiacimento di
assurgere, inducendo gli altri a perire.
E’ un gioco perverso ma che accende l’onnipotenza; è
meraviglioso sentirsi, sbaragliando il “resto”.
Se solo ci vergognassimo di più, rimetteremmo le nostre
volontà alla coscienza che ci cerca perché, in fondo, quella coscienza c’è e ci
sarà sempre, seppur noi tentiamo di sfuggirvi.
Bisogna aver vergogna per cambiare il senso delle “cose” e
per capire che quelle “cose” siamo noi.
Si, vergogna.
(Copyright 2013)

